Introduzione: la NASpI 2026 come sostegno contro la disoccupazione
La Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego rappresenta una delle misure più rilevanti nell’ambito del sistema di protezione sociale italiano. Dal 2015, l’INPS eroga questa indennità ai lavoratori che abbiano perso involontariamente l’occupazione, assicurando un sostegno economico mentre si cerca un nuovo impiego. Il valore della NASpI risiede nella sua funzione duale: fornisce un aiuto temporaneo e, contestualmente, incentiva la partecipazione attiva alle politiche del lavoro. Con le novità introdotte dal 2025 e confermate per il 2026, il sussidio è stato ulteriormente rafforzato contro le elusioni e sono state aggiornate le regole per l’accesso e la durata. Comprendere chi sono i destinatari e in che modo può essere richiesto l’assegno mensile permette di pianificare al meglio un periodo delicato di transizione lavorativa.
Chi può richiedere la NASpI 2026: beneficiari, esclusi e novità dei requisiti
I potenziali beneficiari dell’indennità mensile comprendono:
- lavoratori dipendenti, sia a tempo indeterminato che determinato, che abbiano perso il lavoro per cause indipendenti dalla loro volontà;
- soci lavoratori di cooperative con rapporto di lavoro subordinato;
- personale artistico assunto con contratto subordinato;
- dipendenti a termine delle pubbliche amministrazioni;
- operai agricoli a tempo indeterminato impiegati in cooperative e loro consorzi (dal 2022);
- lavoratori sportivi subordinati iscritti al Fondo Pensioni Lavoratori Sportivi (dal 2023);
- giornalisti transitati alla gestione INPS (dal 2022).
Non possono accedere:
- dipendenti pubblici a tempo indeterminato;
- operai agricoli a tempo determinato;
- lavoratori extracomunitari con permesso per lavoro stagionale;
- soggetti che abbiano già maturato il diritto alla pensione (vecchiaia o anticipata);
- titolari di assegno ordinario di invalidità che non optano per la NASpI;
- percettori del Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL).
Tra le novità sui requisiti spiccano le strette introdotte su dimissioni e rapporti di lavoro consecutivi a seguito delle riforme del 2025. Negli ultimi 12 mesi dalla cessazione per licenziamento, non è sufficiente aver semplicemente ripreso a lavorare dopo una dimissione volontaria: devono risultare almeno tredici settimane di contributi effettivamente maturate nel nuovo rapporto, in modo da contrastare abusi e false riassunzioni strumentali. Sono invece sempre ammessi casi specifici come le dimissioni per giusta causa, la maternità tutelata e la risoluzione consensuale in conciliazione.
L’accesso all’indennità è stato inoltre ampliato nei confronti di alcune categorie precedentemente escluse, in particolare per i lavoratori agricoli stabili delle cooperative. Il quadro è stato aggiornato considerando anche il ruolo delle nuove piattaforme di inclusione e attivazione digitale (come il SIISL), a cui i beneficiari sono automaticamente iscritti: ciò rafforza la componente di politiche attive collegata alla misura.
Condizioni per l’accesso: disoccupazione involontaria, nuove regole sulle dimissioni e requisiti contributivi
Il punto cardine per ottenere l’indennità di disoccupazione INPS resta la perdita involontaria del posto di lavoro. Per accedervi, il lavoratore deve trovarsi in stato di disoccupazione così come definito dalla normativa vigente (D.lgs. 181/2000 e ss.mm.), cioè privo di impiego, e deve dichiarare la immediata disponibilità (DID) sia al lavoro sia ad accettare iniziative di politica attiva promosse dal centro per l’impiego.
Sono riconosciuti dalla disciplina:
- licenziamento (anche disciplinare, ma non per giusta causa grave);
- scadenza di contratto a termine o cessazione anticipata per motivi oggettivi;
- dimissioni per giusta causa (come mancato pagamento, molestie, mobbing);
- dimissioni durante i periodi protetti di maternità/paternità;
- risoluzione consensuale solo in sede protetta o per trasferimento oltre 50 km dalla residenza;
- accettazione dell’offerta di conciliazione da parte del datore di lavoro in caso di licenziamento.
Dalla Legge di Bilancio 2025 discende la nuova regola per chi nell’arco dell’ultimo anno abbia presentato dimissioni da contratto a tempo indeterminato e sia successivamente stato licenziato da un nuovo rapporto: in questi casi, le tredici settimane di contribuzione devono essere maturate specificamente nel nuovo impiego, e non genericamente nei quattro anni previsti dal requisito ordinario.
In sintesi, per l’accesso, è richiesto:
- stato di disoccupazione involontaria;
- almeno 13 settimane di contributi versati nel quadriennio precedente l’evento, o nel nuovo impiego successivo a dimissioni volontarie nei casi sopra citati;
- adempimento agli obblighi di attivazione presso il centro per l’impiego e sottoscrizione della DID e del Patto di servizio personalizzato.
Rimangono esclusi i casi di cessazione per dimissioni non assistite dalle condizioni di legge, assenze ingiustificate superiori a 15 giorni e risoluzioni strumentali non validate dagli organi competenti.
Durata e importo della NASpI 2026: calcolo, massimali, riduzione mensile e casi particolari
L’importo dell’indennità si fonda sulla retribuzione media mensile imponibile ai fini previdenziali maturata negli ultimi quattro anni, tenendo conto di tutte le settimane di contribuzione utili e delle mensilità aggiuntive.
Calcolo:
- Si somma la retribuzione lorda degli ultimi quattro anni e si divide per le settimane contributive realmente utili;
- il risultato è moltiplicato per il coefficiente 4,33 per ottenere la media mensile;
- se tale importo è uguale o inferiore alla soglia INPS (1.456,72 euro per il 2026), la NASpI è il 75% del valore ottenuto;
- oltre la soglia, si aggiunge il 25% della differenza, fino comunque al massimale determinato annualmente (1.584,70 euro per quest’anno);
- a partire dal sesto mese, scatta una riduzione automatica del 3% ogni mese (dall’ottavo mese se si superano i 55 anni all’atto della domanda).
Durata:
- pari alla metà delle settimane di contribuzione effettivamente accreditate negli ultimi quattro anni (periodi già utilizzati per precedenti NASpI sono neutralizzati);
- il massimo fruibile è comunque di 104 settimane (24 mesi);
- es. 60 settimane lavorate = 30 settimane di NASpI; 200 settimane lavorate = 104 settimane.
Sono previste particolarità in caso di:
- rioccupazione durante la fruizione: importo proporzionalmente ridotto se si rientra nei limiti di reddito annuo stabiliti (8.500 euro per subordinati, 5.500 euro per autonomi);
- prestazione cumulabile entro specifiche soglie anche con attività occasionale (fino a 5.000 euro/anno);
- pagamento mensile su IBAN personale.
| Parametro | Valore 2026 |
| Soglia calcolo 75% | 1.456,72 € |
| Massimale mensile | 1.584,70 € |
| Riduzione mensile | 3% dal 6° mese |
Come si presenta la domanda NASpI 2026: procedure, documenti e scadenze
La procedura di richiesta dell’indennità avviene esclusivamente in via telematica attraverso il portale INPS, utilizzando le credenziali personali (SPID, CIE o CNS). In alternativa, è possibile affidarsi ai patronati o ricorrere al Contact Center INPS.
- La domanda va presentata entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro (o dall’evento che dà diritto all’accesso: fine maternità, malattia, preavviso non lavorato, ecc.);
- la decorrenza dell’indennità cambia a seconda di quando viene presentata la domanda: entro otto giorni dalla cessazione il sussidio decorrerà dall’ottavo giorno, presentandola oltre questo termine la prestazione parte dal giorno successivo dalla presentazione;
- per i licenziamenti per giusta causa, la decorrenza è posticipata al trentottesimo giorno se la domanda è tempestiva.
I documenti necessari da preparare includono:
- documento di identità in corso di validità;
- dichiarazione di immediata disponibilità (DID);
- ultima busta paga e lettera di licenziamento o documento di cessazione;
- codice fiscale;
- IBAN intestato per l’accredito;
- eventuale permesso di soggiorno (per cittadini non comunitari) e documentazione qualificante (es. motivazioni giusta causa);
- in caso di attività compatibili già in essere, dichiarazione di reddito presunto tramite modello NASpI-Com.
A seguito della presentazione, serve recarsi, entro 15 giorni, presso il centro per l’impiego per la stipula del Patto di Servizio Personalizzato e perfezionare la posizione di disoccupato.
Sospensione, decadenza e obblighi durante la fruizione della NASpI
Durante tutto il periodo di erogazione dell’indennità, il beneficiario è tenuto a rispettare precisi obblighi e può incorrere nella sospensione o nella decadenza dall’indennità in specifici casi previsti per legge.
- Sospensione: avviene per rioccupazione con nuovo contratto a tempo determinato di durata non superiore a 6 mesi e reddito inferiore alla soglia di legge, oppure per lavoro all’estero in stati UE o convenzionati. Al termine del rapporto sopraggiunto, la prestazione riprende per il periodo residuo.
- Decadenza: si verifica in caso di perdita dello stato di disoccupazione (accettazione di nuovo impiego senza rispetto limiti di reddito e mancata comunicazione), maturazione del diritto a pensione, mancata partecipazione alle attività richieste dai centri per l’impiego (patto di servizio, colloqui, proposte di lavoro), assenze ingiustificate, avvio di attività autonoma senza rispettare l’obbligo di comunicazione del reddito presunto, superamento dei limiti di reddito previsti o percezione di supporto per la formazione/lavoro.
L’inosservanza di tali obblighi comporta, a seconda del caso, dalla decurtazione parziale delle rate mensili fino alla totale esclusione dalla prestazione e all’obbligo di restituzione degli importi eventualmente percepiti in difformità.
La normativa impone inoltre l’obbligo di attivazione digitale (PIATTAFORMA SIISL) e di mantenere aggiornate tutte le informazioni relative allo stato occupazionale e alle variazioni di reddito. Per alcune categorie (es. attività autonoma o gestione separata, lavoratori part-time con più contratti) è obbligatorio trasmettere annualmente il NASpI-Com per mantenere la prestazione in corso.
Errori da evitare, casi di esclusione ricorrente e domande frequenti
Numerose sono le cause più comuni che portano al rigetto della domanda o alla perdita dell’indennità:
- documentazione incompleta o errata (lettera di cessazione assente o non conforme, dati bancari errati);
- mancata produzione della DID nei tempi previsti;
- dimenticanza nell’aggiornare l’INPS circa un’attività lavorativa compatibile iniziata dopo la domanda o la mancata compilazione annuale del modello NASpI-Com;
- mancata comunicazione dello stato di rioccupazione, anche per breve durata (contratti di poche settimane o occasioni di lavoro autonomo/occasionale);
- errata percezione dell’indennità in presenza di cause oggettive di esclusione (rapporti di lavoro ancora in essere, non rispetto delle soglie di reddito, maturazione della pensione, percezione di SFL);
- assenza ingiustificata prolungata presso la sede di lavoro e assenza dalle convocazioni dei Centri per l’Impiego.
Si riportano alcune FAQ di interesse pratico:
- La liquidazione o il TFR compromettono la domanda? No, non incidono sul diritto all’indennità.
- È possibile ricevere la NASpI nell’ultimo mese di gravidanza o nei periodi protetti? Sì, ma la domanda va presentata osservando i termini previsti.
- Le dimissioni “di fatto” (assenze ingiustificate) danno diritto alla prestazione? No, costituiscono interruzione volontaria senza giusta causa.
- In caso di lavoro all’estero, la NASpI viene conservata? Solo in determinati Paesi dell’UE e nel rispetto delle procedure di comunicazione e delle regole di condizionalità.
Conclusione: suggerimenti pratici per ottenere e mantenere la NASpI 2026
Per ottimizzare il beneficio e ridurre il rischio di errori, è opportuno:
- preparare con attenzione tutta la documentazione necessaria prima di compilare la domanda;
- verificare dettagliatamente la propria posizione contributiva, preferibilmente tramite l’estratto conto INPS aggiornato;
- presentare la domanda appena disponibili tutti i requisiti, di preferenza entro otto giorni dall’interruzione del rapporto di lavoro;
- curare ogni comunicazione obbligatoria con particolare attenzione se si svolgono attività lavorative compatibili;
- rispettare le procedure di attivazione e monitorare le convocazioni del Centro per l’Impiego e gli obblighi su SIISL;
- utilizzare correttamente il modello NASpI-Com se previsto (attività autonoma, gestione separata ecc.);
- aggiornarsi costantemente sulle novità normative e sulle istruzioni INPS recenti.
Segnalare tempestivamente qualsiasi variazione del proprio status è essenziale al fine di mantenere la continuità e legalità della prestazione. L’indennità è uno strumento di bilanciamento sociale, pensato per sostenere chi attraversa fisiologiche fasi di transizione e per favorire il ritorno al mercato del lavoro, sempre nel rispetto delle regole indicate dalle leggi più aggiornate e delle circolari INPS di riferimento.

